Che la vitamina D avesse straordinarie proprietà benefiche si sapeva, ma il dibattito scientifico è più che mai acceso, perché la vitamina D, basilare per la formazione del tessuto osseo e dei denti, si sta rivelando miracolosa per molti altri aspetti del nostro benessere.
La possiamo trovare in alcuni cibi e viene attivata durante l’esposizione alla luce solare e ai raggi ultra violetti delle lampade solari.
La vitamina D da sempre conosciuta per il suo ruolo di prevenzione contro il rachitismo si è rivelata negli studi più recenti un toccasana anche contro le patologie cardiache, l’osteoporosi e il cancro al colon e tra gli altri effetti positivi dimostra di contribuire ad un notevole miglioramento delle problematiche collegabili alla menopausa. I ricercatori della Creighton University negli Stati Uniti hanno dimostrato che un gruppo di donne del Nebraska assumendo per soli 4 anni 1.100 IU di vitamina D, ha diminuito il rischio di qualsiasi tipo di cancro del 70%. Un altro studio, condotto dai ricercatori della Auckland University in Nuova Zelanda, va messo in luce come vi sia una stretta correlazione tra i livelli di vitamina D presenti nel sangue e una migliore salute polmonare anche nelle persone con il vizio del fumo.
Buone notizie per la salute: proprio per la sua azione diffusa nell’organismo, i sintomi da carenza di vitamina D sono molteplici e spesso vengono attribuiti ad altri fattori, fuorviando la diagnosi. I sintomi principali sono: l’indebolimento muscolare, irritabilità di bocca e gola, disturbi intestinali, insonnia, miopia, paradontopatie di varia natura, sbalzi d’umore, dolori addominali.
Purtroppo non è poi facilissimo assumere la vitamina D nelle quantità richieste dal fabbisogno giornaliero, perché i piatti che ne sono veramente ricchi sono pochi e spesso non hanno la rilevanza necessaria nella dieta di tutti i giorni. Si tratta di fegato, olio di fegato di merluzzo (olio di pesce in generale) alcuni pesci tra cui l’aringa, il salmone, la sardina, e poi uova, burro, latte.
Posiamo però contare sull’aiuto del sole. Basti pensare infatti che durante il periodo estivo, esporsi ai raggi solari anche solo 12 minuti permette all’organismi di produrre in modo naturale e senza nessun danno per il corpo 2000 IU di vitamina D, confutando convinzioni sbagliate e ormai radicate, che purtroppo hanno portato più danni che benefici.
Una recentissima ricerca del Dr. Oliver Gillie del Health Research Forum di Londra, sta attirando l’attenzione della comunità scientifica e dei media problematiche generate e danno degli scozzesi della deficienza di vitamina D. In tale studio è evidenziato come la campagna anti-sole messa in atto fin’ora anziché ridurre l’insorgenza di cancro nella popolazione ha contribuito ad aumentare tutte le patologie legate alla carenza di vitamina D, compresi appunto alcuni tipi di cancro.
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Filed under: Solarium on luglio 14th, 2010 | No Comments »