Dopo 26 anni di ottima collaborazione, il rapporto commerciale tra Germaine de Capuccini e la Sportarredo si è interrotto improvvisamente nel mese di Settembre.

Non per volontà o colpa della Sportarredo.

In qualità di partner storici siamo delusi, offesi e danneggiati da tali scelte e comportamenti , che hanno fanno emergere un volto nuovo e diverso di questa azienda.
Abbiamo appreso dai giornali spagnoli della lotta familiare all’interno dell’azienda a proprietà e conduzione familiare Germaine de Capuccini , che ha portato “la terza generazione a prendere velocemente il controllo della società” mettendo immediatamente in atto strategie nuove, e destituendo il leader storico dell’azienda Jesus Vidal, figlio della fondatrice Carmen Vidal. (fonte)

La Sportarredo ha atteso fino ad oggi a darne comunicazione ufficiale, per dare informazioni chiare e definite.

ORA TUTTO E’ CAMBIATO

Per soddisfare al meglio il mercato Italiano e la clientela, professionale, seria, esigente ed abituata ai nostri elevatissimi standard di qualità, Sportarredo presenta

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Estetica di nuova generazione
Un lussuoso e prestigioso marchio già presente in 40 paesi.

Data l’esperienza decisamente triste e negativa appena vissuta, abbiamo il piacere di comunicare che l’accordo contrattuale già positivamente siglato tra SPORTARREDO ed AINHOA, ha previsto l’acquisto da parte del Presidente della Sportarredo, G.M. Ferruccio Bonavia, di quote azionarie della AINHOA, al fine di poter monitorare e controllare l’azienda partner dal suo interno ed evitare di venire a conoscenza di fatti e situazioni pericolose, a posteriori e solo attraverso i giornali!

Vi aspettiamo ad ESTHETIWORLD – Milano- 22-24 ottobre in HALL A- padiglione A16/B15

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Illuminando la via per una guarigione più rapida, più sicura

Chi può dire che con un po’ di luce non si può fare molto? Piccoli chip con diodo ad emissione luminosa (LED), utilizzati per coltivare piante nello spazio, stanno illuminando la strada per il trattamento del cancro, la guarigione delle ferite, e per alleviare il dolore cronico sulla Terra.

Nel 1993, Quantum Devices, Inc. (QDI), di Barneveld, Wisconsin, ha iniziato a sviluppare il HEALS (Substrato di Emettitori di Luce Aluminiferous ad Alta Emissività), la tecnologia per fornire sistemi di illuminazione LED ad alta intensità, e a stato solido per gli esperimenti sulla crescita delle piante nello spazio per lo Space Shuttle della NASA. L’azienda si è evoluta da sforzi di cooperazione con il Centro Wisconsin per l’automazione e la robotica spaziale (WCSAR) presso l’Università del Wisconsin-Madison – un centro della NASA per lo sviluppo commerciale dello spazio. Ronald W. Ignazio, direttore generale e presidente della QDI, ha rappresentato al tempo uno dei partner industriali del WCSAR. Il WCSAR stava conducendo una ricerca sulle fonti di luce per promuovere la crescita degli alimenti all’interno di ambienti chiusi in cui l’uomo sarebbe dovuto rimanere per un lungo periodo, come lo Space Shuttle e la Stazione Spaziale Internazionale.

Con il supporto del WCSAR, Ignazio ha sperimentato i LED, che forniscono alta efficienza energetica e praticamente nessun calore, nonostante il rilascio di onde di luce 10 volte più luminose del sole. Ignazio ammette che alcuni scienziati coinvolti nel progetto all’inizio erano scettici, pensando che l’idea di usare i LED per promuovere la crescita delle piante era inverosimile. Gli esperimenti, però, hanno dimostrato che le lunghezze d’onda del LED rosso potrebbero promuovere il metabolismo energetico delle cellule per far avanzare la crescita delle piante e la fotosintesi. Questa scoperta ha spinto Ignazio a sviluppare una linea di prodotti a LED che emettono la lunghezza d’onda esatta della luce che utilizzano le piante nella fotosintesi.

“La nostra società dà credito al Dottor Ray Bula, il direttore del WCSAR, per la lungimiranza di andare contro il dogma prevalente del tempo e progettare il primo esperimento che utilizza la luce monocromatica per far crescere le piante di lattuga,” proclama Ignazio.

Nel 1989, Ignazio ha formato la QDI per portare sul mercato i LED delle dimensioni di un grano di sale, e nell’Ottobre del 1995, le fonti di luce hanno fatto il loro debutto sul volo dello Space Shuttle con la seconda missione del laboratorio Microgravity Spacelab degli Stati Uniti (STS-73, Columbia).

Collaborazione

Quando la NASA ha determinato che i LED rossi erano riusciti a far crescere piante nello spazio, il Marshall Space Flight Center ha assegnato alla QDI vari contratti di Small Business Innovation Research (SBIR) per indagare l’efficacia dei diodi ad ampio spettro nelle applicazioni mediche. I contratti, emessi dal 1995 al 1998, si sono concentrati sull’aumento di energia all’interno delle cellule umane. Era speranza della NASA che i LED non solo producessero benefici medici sulla Terra, ma che potessero contribuire ad arginare la perdita di massa ossea e muscolare degli astronauti, che si verifica durante lunghi periodi di assenza di gravità. (Nello spazio, l’assenza di gravità impedisce alle cellule umane di crescere naturalmente.) Inoltre, poiché le ferite sono lente da guarire in un ambiente di microgravità, la terapia a LED avrebbe potuto accelerare la guarigione e impedire a quelle che sarebbero state piccole ferite sulla Terra, di diventare catastrofiche per una missione nello spazio.

Oltre a promuovere la crescita delle cellule, i LED rossi sono in grado di attivare farmaci fotosensibili per il trattamento di tumore che, quando iniettati per via endovenosa, potrebbero distruggere completamente le cellule tumorali lasciando praticamente intatto il tessuto circostante. La tecnica, approvata dalla US Food and Drug Administration (FDA: Agenzia per gli alimenti e i medicinali) per l’uso in laboratorio e per la sperimentazione umana, è conosciuta come “terapia fotodinamica”.

Con l’assistenza SBIR della NASA, la QDI ha deciso di modificare una sonda chirurgica in modo che possa emettere onde lunghe di luce rossa per stimolare un farmaco derivato dalla benzoporfirina chiamato Photofrin, il quale fa insorgere un minor numero di effetti collaterali post-operatori rispetto ai paragonabili farmaci. Inoltre, Ignazio ha sviluppato un rapporto di amicizia e di lavoro con il Dottor Harry Whelan, professore di neurologia pediatrica e direttore di medicina iperbarica presso il Medical College of Wisconsin di Milwaukee. I due si erano incontrati dopo che Ignazio si era imbattuto in un articolo di giornale che evidenziava la rivoluzionaria tecnica di intervento chirurgico del cancro al cervello di Whelan, che utilizzava farmaci stimolati da luci laser per accelerare la guarigione. Di conseguenza, la QDI ha fornito più di 1,25 milioni di dollari dei suoi contratti SBIR per sostenere la ricerca pionieristica di fotobiomodulazione di Whelan e per inserirlo nel gruppo di ricerca  per il miglioramento della sonda chirurgica.

Insieme, Ignazio, Whelan, e i ricercatori della NASA hanno modificato con successo la sonda per i tumori cerebrali pediatrici e la prevenzione della mucosite orale (un effetto collaterale comune della chemioterapia e dei trattamenti di radioterapia) nei pazienti pediatrici con trapianto di midollo osseo presso il Medical College del Wisconsin. Nel maggio 1998, una giovane di 20 anni è diventata il primo paziente a sottoporsi ad intervento chirurgico con la sonda modificata. La giovane donna aveva subito sei interventi chirurgici al cervello, trattamenti di chemioterapia e radiazioni in un arco di 10 anni, ma il suo cancro continuava a tornare. Dopo aver esaurito tutte le sue opzioni di trattamento convenzionale, si rivolse alla terapia fotodinamica, la tecnologia sponsorizzata dalla NASA.

Durante la procedura, i chirurghi hanno asportato quanto più potevano del ricorrente tumore al cervello, poi hanno iniettato la luce ad attivazione Photofrin nel suo flusso sanguigno ed inserita la sonda LED nel tessuto tumorale residuo. La sonda, che getta lunghezze d’onda che generano meno calore e penetrano più profondamente nel tessuto rispetto alle lunghezze d’onda più corte dei tradizionali laser medici, si è rivelata sicura ed efficace, in quanto il tumore non è mai più tornato e la paziente si è rimessa senza complicazioni. Anche una seconda operazione, che ha avuto luogo 3 mesi più tardi su un paziente di sesso maschile, è stata considerata efficace da Whelan e dal suo team di chirurghi del Medical College del Wisconsin.

Gli studi clinici approvati dall’FDA sono continuati in diverse altre strutture nei successivi 3 anni, compreso il Roswell Park Cancer Institute di Buffalo, New York, il Rush-Presbyterian-St. Luke’s Medical Center di Chicago, e l’Istituto di Oncologia Pediatrica di San Paolo, Brasile. La QDI è stata riconosciuta come vincitrice del premio “Space Technology Hall of  Fame” della Fondazione Spaziale degli Stati Uniti nel 2000, e di un “Hallmark of success” del Marshall Space Flight Center nel 2004.

Risultato del Prodotto

I risultati positivi degli studi clinici, così come il continuo supporto della NASA e le conseguenti sovvenzioni per la ricerca dalla Defense Advanced Research Projects Agency (Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata per la Difesa), hanno aiutato la QDI e il Medical College del Wisconsin verso la completa transizione della tecnologia spaziale in un nuovo, non invasivo, dispositivo medico. Il WARP 10 (Warfighter Accelerated Recovery by Photobiomodulation) è un’unità portatile a LED ad alta intensità destinato al sollievo temporaneo di muscoli minori e dolori articolari, artrite, rigidità e spasmi muscolari. Promuove inoltre il rilassamento del tessuto muscolare e aumenta la circolazione sanguigna locale. A differenza della sonda chirurgica, il WARP 10 non necessita di medicinali per via endovenosa; l’unità può essere posizionata direttamente sulla pelle dove deve avvenire il trattamento.

Il WARP 10 è stato progettato per aiutare il personale delle forze armate sul fronte per un immediata assistenza di primo soccorso per ferite minori e dolori, in modo tale da migliorare la resistenza in combattimento. Il dispositivo “cura fai-da-te per il soldato” produce 80 volte più energia rispetto ad una lampada di calore di 250 Watt, ma rimane fresco al tatto. Il vantaggio di potenza riduce il tempo necessario per ogni dose terapeutica e fornisce una più rapida multi-dose di esposizione in caso di necessità, senza gli effetti nocivi delle radiazioni solari ultraviolette. Il Dipartimento della Difesa e la Marina degli Stati Uniti stanno attualmente rilasciando il WARP 10 a equipaggi di sottomarini e operazioni di forze speciali.

La QDI ha introdotto una versione per il consumatore approvata dalla FDA, che condivide la stessa potenza e le proprietà del modello dei militari, in alternativa ai costi e alle complicazioni associate a un uso eccessivo di farmaci anti-infiammatori non-steroidei (NSAIDs) per alleviare il dolore persistente. Secondo uno studio della Mayo Clinic, gli effetti negativi associati all’uso di NSAIDs sono riportati più frequentemente alla FDA di tali effetti associati a qualsiasi altro gruppo di farmaci. Inoltre, i dati di una ricerca per gli Stati Uniti stimano che circa 107.000 pazienti vengono ricoverati ogni anno per complicanze gastrointestinali legate ad NSAID e che almeno 16.500 decessi legati ad NSAID si verificano ogni anno tra i pazienti con artrite.

La QDI sta diffondendo i rischi ed i costi connessi con questi farmaci anti-infiammatori a favore della sicura ed economica guarigione dell’uomo.

NASA: LA TECNOLOGIA LIGHT-EMITTING DIODE (LED) PORTA SOLLIEVO IN STUDI CLINICI

Un infermiere tiene in mano un dispositivo dall’aspetto strano, e lo muove lentamente verso il viso di un giovane paziente. Il dispositivo, della grandezza di una card, è ricoperto da accecanti luci rosse, ma mentre si avvicina, il ragazzo non mostra alcun timore. Lui è fiducioso che questa procedura, che è indolore e che utilizza una matrice di luci, contribuirà ad attenuare o prevenire alcuni dei dolori associati al trattamento del cancro.

Il giovane partecipa alla seconda fase di test clinici su esseri umani di questo dispositivo di guarigione. Il primo turno di prove, condotto da ricercatori del Medical College of Wisconsin all’ospedale pediatrico del Wisconsin di Milwaukee, è stato così incoraggiante che i medici hanno ampliato le prove a diversi ospedali degli Stati Uniti e all’estero.

“Abbiamo già visto come tramite LED si può migliorare la qualità di vita del paziente che ha subito un trapianto di midollo osseo”, ha detto il dottor Harry Whelan, professore di neurologia, pediatria e medicina iperbarica presso il Medical College del Wisconsin. “Questi studi si spera ci aiuteranno a compiere i passi successivi per definire questo come uno standard di cura per questo disturbo”.

La luce è prodotta da diodi che emettono luce, o LED. Questi sono utilizzati in centinaia di applicazioni, dai display elettronici degli orologi, ai grandi schermi TV.

I LED forniscono luce per le piante coltivate sulla Stazione Spaziale in quanto parte di esperimenti commerciali sponsorizzati dall’industria. I ricercatori hanno scoperto che i diodi hanno avuto anche applicazioni mediche molto promettenti, spingendo anche la NASA a finanziare questa ricerca, attraverso il suo Marshall Space Flight Center (Centro di volo spaziale) di Huntsville, in Alabama.

I biologi hanno scoperto che le cellule esposte alla luce infrarossa da LED, che è l’energia appena al di fuori dell’intervallo visibile, crescono 150-200 % più veloce rispetto alle cellule non stimolate da tale luce. La luce aumenta l’energia all’interno delle cellule che accelerano il processo di guarigione.

Nella prima fase dello studio, l’uso dei LED ha portato ad un significativo sollievo per i pazienti infantili sottoposti a trapianto di midollo osseo, colpiti dai segni della mucosite orale, un effetto collaterale comune della chemioterapia e dei trattamenti di radioterapia, secondo il dottor David Margolis, professore associato di pediatria del Medical College, e che lavora con il Dott. Whelan su questo studio presso l’ospedale per bambini.

Molte volte i giovani sottoposti a trapianto di midollo osseo si trovano in questa condizione, la quale produce ulcerazioni nella bocca e nella gola, forte dolore e in alcuni casi, l’infiammazione di tutto il tratto gastro-intestinale. La masticazione e la deglutizione diventano difficili, se non impossibili, e la salute generale del bambino ne è compromessa a causa della riduzione del bere e del mangiare.

“Il nostro primo studio è stato molto incoraggiante, e con l’utilizzo del dispositivo LED, il problema della mucosite, il quale è così doloroso e devastante per questi bambini, è stato notevolmente ridotto e limitato”, ha detto Whelan. “Ma abbiamo ancora molto da imparare. Stiamo conducendo ulteriori studi clinici con gruppi più grandi e con gruppi di controllo esteso, come richiesto dalla Food and Drug Administration (Agenzia per gli alimenti e i medicinali), prima che il dispositivo possa essere approvato e disponibile per l’uso diffuso.”

Il dispositivo di trattamento è di tipo portatile con una grandezza che va da 7,62 a 12,7 centimetri, con una matrice fissa di diodi emettitori di luce. È stato tenuto sulla parte esterna della guancia sinistra del paziente per poco più di un minuto ogni giorno. Il processo è stato ripetuto sulla guancia destra del paziente, ma con un foglio di carta stagnola tra la matrice di LED e il paziente, per fornire un trattamento fittizio per il confronto. Non c’è stato il trattamento della zona della gola, in quanto faceva parte del controllo per il primo studio.

I ricercatori hanno confrontato la percentuale di pazienti con mucosite orale ulcerosa con lo storico dei controlli epidemiologici. Solo il 53 per cento dei pazienti trattati, sottoposti al trapianto di midollo osseo, ha sviluppato la mucosite, notevolmente inferiore al tasso usuale di 70-90 per cento. I pazienti hanno anche riscontrato una riduzione del dolore alla bocca rispetto al dolore non trattato nei sette giorni successivi al trapianto di midollo osseo.

I test clinici verranno condotti per un periodo di circa tre anni con un totale di 80 pazienti. I partecipanti includono attualmente il Medical College of Wisconsin di Milwaukee, il Roswell Park Cancer Institute di Buffalo, NY, e l’Istituto di Oncologia Pediatrica di San Paolo, in Brasile. Altri ospedali nazionali e internazionali hanno chiesto di unirsi al multi-centro studi.

È la Quantum Devices of Barneveld, Wisconsin, a produrre il dispositivo di guarigione LED. L’azienda è specializzata nella produzione di fotodiodi di silicio, o dispositivi con semiconduttore utilizzati per la rilevazione della luce, e diodi emettitori di luce, per applicazioni commerciali, industriali e mediche.

Studio: Relazione tra abitudine ad abbronzarsi da lungo termine e minor incidenza di cancro al seno

Uno studio svedese suggerisce una potente connessione tra abbronzatura e una minore incidenza di cancro al seno e altri tipi di cancro nelle donna.

La ricerca ha seguito quasi 50.000 donne svedesi per 15 anni. I partecipanti avevano un’età compresa tra 30 e 49 anni quando il programma iniziò nel 1991-1992.

Circa 2000 delle signore hanno ricevuto una diagnosi di cancro durante lo studio, con i seguenti tipi segnalati: il cancro al cervello, al colon-retto, ai polmoni, all’ovaio e alla mammella.

Nel tentativo di esaminare le potenziali associazioni tra esposizione ai raggi UV ed il rischio aumentato o diminuito di vari tumori – tra cui il cancro al seno – i ricercatori hanno esaminato la storia di esposizione ai raggi UV per tutte le donne quando avevano dai 10 ai 29 anni.

Il tasso di cancro al seno è stato di quasi il 50% in meno tra quei soggetti che avevano trascorso più di una settimana l’anno, durante quegli anni, godendo una moderata esposizione ai raggi UV (anche in un a vacanza annuale).

Anche gli svedesi abbronzati hanno mostrato un rischio del 30% in meno di sviluppare un cancro interno rispetto alle loro controparti non abbronzate.

I ricercatori – presso l’Università di Oxford in Inghilterra, l’Università di Oslo in Norvegia, il Karolinska Institute in Svezia e la Harvard School of Public Health negli Stati uniti – hanno concluso che non vi era alcun supporto per stabilire un legame negativo tra il rischio di cancro e una continua esposizione ai raggi UV precedentemente sperimentata nella vita.

In realtà, le donne che hanno ricevuto un’esposizione ai raggi UV indoor o al sole hanno evidenziato un numero significativamente inferiore di casi di disturbi interni come il cancro al seno.

Gli autori dello studio annunciano che la diminuita inclinazione alle malattie può essere attribuita alla vitamina D associata a un’aumentata esposizione ai raggi UV attraverso apparecchiature abbronzanti e la luce del sole.

(Tratto da http://www.lookingfit.com)

Collegamenti tra psoriasi e Luce UV

I risultati di un nuovo studio pubblicato l’11 maggio dalla rivista interdisciplinare Science Translational Medicine può far luce sul legame tra la terapia a luce ultravioletta e i potenziali effetti benefici sulle pelli problematiche.

La psoriasi è una malattia autoimmune e cronica (ma non contagiosa) che affligge più di 7 milioni di americani. La psoriasi può essere visibile sulla pelle in forme diverse, in base al tipo. Per esempio, la forma più comune si presenta in scaglie squamose con chiazze di pelle arrossata e schiarita.

Due dei trattamenti principali per psoriasi sono le creme a base di vitamina D ad uso topico e la terapia a raggi UVB (nessuna sorpresa qui per i proprietari di saloni: un componente chiave per la produzione vitamina D nel corpo).

I ricercatori hanno scoperto che entrambe le cure aiutano a controllare la produzione di un peptide chiamato cathelicidin che aiuta a diminuire le reazione psoriasiche, quando si lega con il DNA.
Il primario di dermatologia dell’ospedale di Detroit sostiene che il nuovo studio porta chiarezza alla scienza che sta alla base dell’efficacia degli UVB e dei trattamenti a base di vitamina D in crema. Lui accredita agli UVB una percentuale di successo di 3 su 4 sui pazienti con psoriasi mite, mentre le creme a base di vitamina D aiutano una percentuale leggermente più bassa, dal 50 al 60%.

(Tratto da http://www.lookingfit.com)

Venite a trovarci nel nostro stand al Cosmoprof ’11

Sportarredo al Cosmoprof 18 al 21 Marzo :: Padiglione 18 Stand F30::

Sportarredo è uno dei protagonisti del Salone Internazionale dell’Estetica, della Bellezza e della Cosmesi che avrà luogo a Bologna dal 18 al 21 Marzo 2011. Il Cosmoprof, nato nel 1967, offre importanti momenti di relazione e incontro con le più autorevoli aziende che operano nel settore della cosmesi e dell’acconciatura.

Sportarredo da oltre 40 anni è il partner professionale dell’operatore estetico che desidera distinguersi in un mercato sempre più concorrenziale, affiancandolo nella scela degli strumenti e prodotti più idonei a soddisfare il cliente.

Sportarredo sarà presente nel padiglione 18 stand F30.
Leader di mercato con le apparecchiature abbronzanti e creme e centri abbronzatura My Sun, Sportarredo si propone come unico interlocutore per il centro estetico con una gamma completa di prodotti cosmetici. Con la offerta amplissima di trattamenti viso e corpo Germaine de Capuccini, soddisfa le moderne esigenze di bellezza e di benessere; formulazioni innovative, ricchezza di principi attivi, alta efficacia dei componenti consentono di offrire un risultato visibile fin dalla prima seduta. Il benessere delle terme nella linea professionale Aphoterm, per trattamenti cosmetici naturali che alle proprietà benefiche dei fanghi e delle acque termali uniscono un intenso piacere sensoriale e una stimolazione energetica ed emotiva profonde. L’offerta di trattamenti viene poi potenziata dalle apparecchiature Sorisa che consentono molteplici combinazioni per la realizzazione di programmi personalizzati viso e corpo.

Link utili ai nostri marchi presenti nello stand:

Link del Salone: http://www.cosmoprof.it/

Sportarredo presenta: Bphase

Sportarredo non si ferma al solo concetto di solarium abbronzante, ma va oltre proponendo una rivoluzionaria apparecchiatura: B-Phase®. Questa brillante novità racchiude, in un design elegantissimo, tre tecnologie insieme che funzionano sinergicamente creando il sistema brevettato FOTOBIOMIX®, per avere tre apparecchiature in una:

SOLARIUM: Grazie alle 32 lampade in bassa pressione da 160 W, si ha tutta l’abbronzatura con la qualità Sportarredo, che abbronza e rispetta la pelle, secondo gli standard di emissioni UV richiesti dalle normative.

APPARECCHIATURA RED LIGHT con lampade “al collagene”. 32 lampade Kalfa-Bio da 160W e 10 lampade aggiuntive per il viso da 25W con emissione di luce rossa ad alta intensità a 618nm garantiscono eccezionali risultati contro gli inestetismi causati dall’invecchiamento cutaneo. La luce rossa ad alta intensità infatti stimola la crescita fotobiologica delle cellule, incrementando la produzione di collagene.

Sportarredo a Unomattina con PHOTOCARE

A Uno Mattina viene presentato l’innovativo trattamento di fotoporazione e fotoringiovanimento con l’apparecchiatura Photocare di Sorisa, distribuita da Sportarredo. La rubrica “La Serra del Benessere” presenta le maggiori novità e le più recenti tecnologie in campo estetico.

La luce ultravioletta può combattere la carenza di vitamina D

Uno studio pilota conferma questa teoria: le carenze di vitamina D possono essere trattate attraverso l’esposizione regolare ai raggi UV

Durante i mesi invernali, ovvero quando i raggi ultravioletti della luce solare risultano troppo deboli per stimolare la produzione di vitamina D da parte dell’organismo umano, il corpo rischia di soffrire di una carenza acuta di questo fondamentale elemento. Il problema affligge particolarmente la già fragile popolazione anziana che, durante l’anno, stando poco tempo all’aria aperta e non esponendosi al sole, rischia di soffrire di una mancanza particolarmente elevata di vitamina D. Tale carenza di “vitamina del sole” può condurre a osteoporosi, cadute frequenti e, spesso, fratture ossee fatali così come ad infezioni e ad immunodeficienze. Cure a base di integratori di vitamina D sono un metodo molto comune utilizzato attualmente per contrastare tale carenza.

Secondo uno studio pilota condotto da scienziati olandesi una metodologia alternativa, alquanto efficace e meno costosa, è stata trovata. Lo studio ha visto il trattamento con raggi ultravioletti – una volta a settimana e per un periodo della durata di otto settimane –  di otto pazienti ricoverati in Casa di Cura e affetti da tassi bassissimi di vitamina D. Il risultato è stato un innalzamento di vitamina D a quelli che sono considerati i livelli minimi raccomandati dalla scienza.

“I risultati di questo studio indicano che la carenza di vitamina D può essere efficacemente combattuta e prevenuta attraverso regolari e continuativi trattamenti con luce ultravioletta” afferma il Dottor Victor Chel della Facoltà di Medicina dell’Università di Amsterdam, responsabile dello studio, aggiungendo: “Questo trattamento – in fase di studio – si è rivelato meno costoso rispetto a quello a base di integratori di vitamina D nonché particolarmente utile per le persone anziane che, essendo soggette a molteplici patologie, assumono già numerosi farmaci”.

Lo studio pilota è stato così condotto: otto pazienti di una Casa di Cura con età media di 79 anni – range di età dai 71 agli 87 anni – e aventi tassi di vitamina D pari ad una media di 28,5 nanomoli/L (nanomoli per litro di sangue), quantità ben al di sotto della soglia limite di 50 nanomoli/L – sono stati esposti una volta a settimana e per un periodo di otto settimane a raggi UV prodotti da lampade UVB della intensità di 0,5 MED. I risultati dello studio hanno dimostrato che i soggetti così trattati hanno raggiunto un livello medio di vitamina D pari a 46,5 nanomoli/L: si consideri in questo senso che 50 nanomoli/L di vitamina D vengono scientificamente considerati sufficienti per iniziare ad osservare i benefici di tale vitamina e che 70/10 nanomoli/L rappresentano il suo livello ottimale di presenza nell’organismo. La produzione di vitamina D, è utile ricordarlo, è stimolata dai raggi UV ed è prodotta, al 90%, dalla pelle.

Cos’è l’SRF?

Il Sunlight Research Forum (SRF) è un’organizzazione no-profit con sede nei Paesi Bassi il cui scopo è quello di rendere note al grande pubblico le scoperte medico-scientifiche più attuali relative agli effetti prodotti sull’organismo da una moderata esposizione ai raggi UV.

Il sunto dello studio  “V.G.M. Chel, M.E. Oms, S. Pavel, F. de Gruijl, A. Brand and P. Lips: Prevention and treatment of vitamin D deficiency in Dutch psycho geriatric nursing home residents by weekly half- body UVB exposure after showering: a pilot study” è scaricabile sul sito  SRF www.sunlightresearchforum.eu.

Skinlight SORISA: Il multifunzione viso più completo del mercato, eccelle grazie alle tecnologie più ricercate.

Microdermoesfoliazione con punta di diamante, aspirazione vacuum per il viso, crioterapia con cella di Peltier, misurazione dell’idratazione, elettroporazione e fototerapia con fotobiostimolazione e fotoporazione. Tutto in un’unica apparecchiatura multifunzione dal design elegante ma allo stesso tempo orientato alla massima funzionalità, con un comodo carrello con ruote e ampi ripiani semoventi. Scopriamo allora SKINLIGHT, la nuovissima apparecchiatura per il viso prodotta da Sorisa per Sportarredo.

Microdermoesfoliazione. La “dermoabrasione” è un processo che rimuove cellule nell’epidermide e nel derma, causando un’attenuazione delle irregolarità del contorno e delle rughe del viso, liscia l’epidermide, ammorbidendo i contorni e rimuove pigmentazione, e inestetismi causati da rughe, acne cicatrizzata, segni sulla pelle, varicella, lentiggini e tatuaggi.

Skinlight utilizza la nuovissima tecnologia con punta di diamante per effettuare la “microdermoabrasione” in modo veloce, facile e efficace. Non servono polveri, non ci si sporca e il risultato è assicurato, grazie ad un manipolo aspirante, dotato di filtro intercambiabile usa-e-getta, con una punta di acciaio chirurgico nella quale sono affogati migliaia di piccolissimi diamanti. Questo fa sì che l’esfoliazione diventi un trattamento molto più gradevole e semplice da effettuare. Il risultato si vede sulla pelle, ma è anche possibile “dimostrarlo”: il manipolo infatti è dotato di un alloggiamento per i filtri del sistema di aspirazione, i quali vengono cambiati dopo ogni utilizzo e permettono di vedere, in base al materiale depositato su di essi, il risultato del trattamento e quanto sia stato efficace. Risultato assicurato con il massimo comfort!

Vacuum. Oltre alla microdermoesfoliazione, si può utilizzare l’aspirazione anche con semplici testine in teflon per il trattamento vacuum al viso, altamente rigenerante e rassodante, utilissimo per il linfodrenaggio e per riattivare la circolazione e il metabolismo cellulare.

Le borse sotto agli occhi si attenuano, i pori si restringono, le rughe risultano meno evidenti e il contorno del viso viene rimodellato.

Crioterapia. È l’applicazione di freddo sulla pelle con il fine estetico di stimolare la rigenerazione dei tessuti. E’ utilissima anche per i suoi effetti analgesici, antinfiammatori, vasocostrittori e decongestionanti, quindi un perfetto complemento al trattamento di “dermoabrasione”. La crioterapia di Skinlight avviene tramite una modernissima cella di Peltier, che crea il freddo in modo istantaneo grazie al suo controllo elettronico e non contiene gas o liquidi che col tempo tendono ad esaurirsi, come nei sistemi tradizionali. Il manipolo della crioterapia quindi è sempre efficiente e non si scarica mai.

Misurazione dell’idratazione. Grazie a Skinlight i risultati sono visibili fin dalla prima seduta e sono anche misurabili! La moderna dotazione dell’apparecchiatura infatti comprende anche un pratico manipolo che basta appoggiare sulla pelle pulita per conoscere istantaneamente il suo livello di idratazione. Ripetendo la misurazione dopo un trattamento, sarà utilissimo valutarne i risultati e capire quanto  sia stato efficace.

Elettroporazione. Questa tecnologia, vero fiore all’occhiello di Sportarredo, che ha già riscosso grandi risultati con la notissima apparecchiatura PSP, ritorna con Skinlight e si perfeziona in due differenti metodologie. Tramite una leggera corrente, viene utilizzata l’elettricità per aprire i canali delle membrane cellulari e veicolare dei principi attivi cosmetici ad altissima efficacia. In questo modo si possono ottenere risultati straordinari dalla prima seduta. Skinlight propone l’elettroporazione in due differenti modi: attraverso un “roll-on”, cioè un manipolo “elettrizzato” con il quale vengono applicati i principi attivi  sulla parte da trattare, o attraverso una maschera gel, altamente imbibita di attivi,  alla quale sono collegati degli elettrodi. I risultati, dopo solo 20 minuti di seduta, sono straordinari.

Fotobiostimolazione e fototerapia. Non solo stimolazione del collagene: la fototerapia è il trattamento del momento e sta riscuotendo grandi risultati. Con Skinlight è possibile utilizzare la potenza della luce rossa alla lunghezza d’onda di 617nm per stimolare la produzione di collagene ed elastina, ma non solo. Grazie alle maschere gel trasparenti, la luce funziona come veicolo per trasportare i principi attivi della maschera fino in profondità, dove la pelle ne ha più bisogno. Risultato? Un aspetto eccezionale, buonumore assicurato grazie al “bagno” di luce e alla seduta confortevole e clienti soddisfatti.

Con tutte queste funzioni e la qualità Sorisa, garantita da un leader come Sportarredo, che prezzo vi aspettereste di pagare per un’apparecchiatura così completa?

Chiedete informazioni a Sportarredo al numero 0421767676 o tramite mail all’indirizzo info@sportarredo.it , e potreste felicemente stupirvi!