La fondazione Olandese contro il cancro si fa promotrice del sole

Rotterdam, 20 Agosto. Sotto la pressione delle nuove intuizioni scientiche, la fondazione Olandese contro il cancro (KWF) sta valutando se i consigli finora dati sull’abbronzatura necessitino di essere rivisti.

Da sempre la KWF combatte contro l’eccessiva esposizione solare (abbronzatura). Ma il coordinatore della prevenzione maaike op de Coul ha dichiarato: “Forse abbiamo bisogno di dire, con maggior chiarezza, che il sole è anche buono (fa bene)”.


Le nuove scoperte scientifiche sembra che puntualizzino il fatto che il sole, se viene “utilizzato” con le dovute precauzioni, fa bene alle persone perché previene il cancro all’intestino, al cervello, alla prostata e al seno. Il sole può causare il cancro alla pelle ma è spesso sconfitto (trattato) con relativa facilità. Annualmente, 600 Persone che appartengono alla fondazione olandese muoiono a causa di cancro alla pelle (non direttamente imputabile ai ragggi ultravvioletti) mentre 11.500 persone muoiono per tipi di cancro che potrebbero essere aiutati (curati) dal sole.


Lo specialista di cancro alla pelle han van der Rhee ha confermato oggi, in questo giornale, che la fondazione olandese deve informare il pubblico riguardo al fatto che il sole può prevenire il cancro, così come dovrebbe anche affermare che l’abbronzatura è pericolosa se l’esposizione solare è eccessiva.

Questo oggi è molto importante quanto la crescita del numero di anziani e mussulmani in Olanda! Tradizionalmente, questo target trascorre poco tempo all’aria aperta e si copre con parecchi indumenti. Queste persone, in particolare, devono essere incoraggiate a trascorrere regolarmente del tempo al sole, in accordo con gli specialisti.

KWF sta investigando se il consiglio riguardo l’esposizione solare debba essere rivisto.
In accordo con Maaike Op De Coul non esiste ancora un’opinione unitaria all’interno del mondo scientifico riguardo come la vitamina D viene prodotta, che ruolo il sole gioca in questo e quanto può essere salutare.

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